+39 06.7806853
Lun. / Ven. – 9:00 / 20:00

Cosa facciamo

Attività Clinica

Attività clinica: percorsi di psicoterapia e interventi integrati

Servizi psicologici, riabilitativi e di supporto per bambini, adolescenti, adulti e famiglie

Introduzione

L’attività clinica si fonda su un approccio integrato alla cura della persona, che tiene conto della complessità delle dimensioni emotive, relazionali e corporee lungo tutto l’arco della vita. Attraverso percorsi personalizzati di psicoterapia e interventi specialistici, è possibile affrontare situazioni di disagio, migliorare la qualità delle relazioni e promuovere un equilibrio psicofisico più stabile e consapevole.

I servizi proposti comprendono psicoterapia individuale e di gruppo, counseling genitoriale, terapia familiare e di coppia, mediazione familiare e percorsi espressivi e terapeutici dedicati anche ai più piccoli. Accanto a questi, trovano spazio interventi specifici come EMDR, Sandplay Therapy, training autogeno e supervisione clinica, oltre a percorsi riabilitativi quali logopedia e terapia della neuro e psicomotricità.

L’obiettivo è offrire uno spazio accogliente e qualificato in cui ogni individuo, coppia o famiglia possa essere accompagnato nella comprensione delle proprie difficoltà e nella valorizzazione delle proprie risorse, favorendo processi di cambiamento profondi e duraturi.

In questa sezione “ATTIVITÀ CLINICA” troverete indicazioni utili sui seguenti argomenti:

Psicoterapia – Individuale e di gruppo per: bambini, adolescenti e adulti
La psicoterapia rappresenta un percorso che aiuta a rintracciare i “fili invisibili” che muovono i nostri comportamenti, le nostre emozioni e le nostre relazioni attuali. In particolare, l’approccio psicodinamico, non aiuta solo a gestire i sintomi ma permette di raggiungere la radice profonda del proprio malessere.

L’obiettivo è quello di raggiungere una maggiore conoscenza di sé e della propria identità, per poter gestire al meglio le proprie emozioni.
Counseling genitoriale
Un intervento di supporto mirato, volto a esplorare i significati che i genitori attribuiscono ai comportamenti dei figli e alle proprie reazioni emotive.

Il percorso si esplica attraverso un sostegno alla genitorialità nelle aree educative e comunicative.
Psicoterapia familiare e di coppia
La Psicoterapia Familiare è un percorso terapeutico rivolto a famiglie che stanno affrontando una fase evolutiva delicata, che si manifesta attraverso tensione e sofferenza all’interno del sistema, o anche attraverso uno specifico malessere portato da uno dei suoi membri.

Obiettivo della terapia familiare è esplorare le dinamiche relazionali interne al nucleo familiare visto come “sistema”, e a modificarle laddove dovessero rivelarsi poco funzionali, ed anche poco flessibili per la salvaguardia del benessere di tutti i componenti.

La terapia familiare si basa sul coinvolgimento di tutti i membri della famiglia, genitori, figli, ma anche dei membri della famiglia di origine, ovvero nonni, zii; è il terapeuta che può di volta in volta, a seconda degli obiettivi da seguire, decidere con quale sottosistema lavorare, offrendo a ciascuno uno spazio adeguato di espressione e di ascolto.

Il presupposto di base sta nell’importanza riconosciuta a tutti i membri della famiglia, perché ognuno portatore di risorse per il raggiungimento di un cambiamento che favorisca il benessere dell’intero sistema familiare e, al contempo, di ogni singolo individuo al suo interno.
Mediazione familiare
La Mediazione Familiare è un percorso dedicato alle coppie in crisi, che desiderano affrontare il conflitto ed evitare di far emergere situazioni di sofferenza e di disagio all’interno del sistema familiare.

Obiettivo del processo di Mediazione Familiare è riuscire a raggiungere un nuovo e diverso equilibrio per affrontare la crisi nella coppia, la separazione o il divorzio, ristabilendo una comunicazione più efficace tra i partner e, laddove sono presenti figli, favorire l’acquisizione di una responsabilità genitoriale condivisa e una migliore riorganizzazione delle relazioni familiari all’interno del sistema “famiglia”.

La figura del Mediatore Familiare è definita dalla norma UNI 11644/2016 come un professionista con una specifica formazione professionale, una figura terza, imparziale e neutrale, che interviene nei casi di cessazione di un rapporto di coppia, di fatto e di diritto, prima, durante e dopo l’evento separativo.

All’interno della equipe dell’Associazione ARPEA Onlus è presente un Mediatore Familiare iscritto al registro dei Mediatori dell’A.E.Me.F. (Associazione Europea Mediatori Familiari).
Laboratori “Giochi in Famiglia”
Questo laboratorio pone un focus centrale sulla famiglia e nasce come uno strumento aggiuntivo al setting della terapia per avere una valutazione più funzionale della presa in carico.

Accogliere la famiglia in uno spazio di gioco permetterà di osservare maggiormente da vicino le dinamiche familiari che si attivano e le modalità in cui ogni membro della famiglia interagisce con il presunto sintomo espresso dal paziente.

In questo viaggio familiare sperimentarsi attraverso il gioco e una creatività condivisa permetterà di evidenziare le conflittualità esistenti ma anche le risorse della famiglia o della coppia genitore-bambino.

Attingendo alle tracce mnestiche del corpo, il soggetto che porta un movimento ha la possibilità di assimilare elementi che aprono nuove riflessioni e nuove modalità di stare in relazione. Lavorare attraverso il corpo permetterà di utilizzare un registro comunicativo differente dal racconto logico e sequenziale. Questi elementi non sempre riescono ad emergere dai racconti delle prime sedute di raccolta anamnestica o nei diversi colloqui di counselling genitoriali.

Leggi anche l'articolo: "Siamo tutti sulla stessa barca", presente nel nostro sito.
Sandplay Therapy
"SandPlay Therapy- L'arte del gioco con la sabbia" diventa terapia. Sulla sabbia, attraverso piccoli oggetti e personaggi, viene rappresentato un ‘universo in miniatura’ dove l'inconscio diventa visibile.

Grazie alla sabbia, che viene manipolata, sfiorata, impastata o anche solo osservata, la fantasia può creare quello che vuole, senza giudizio e senza i limiti della razionalità. Sui bambini la Terapia del Gioco con la sabbia mostra ancora più chiaramente le sue potenzialità poiché, loro più di chiunque altro utilizzano spontaneamente il gioco per esprimere angosce e difficoltà molto più della parola.

La SandPlay Therapy, nata come pratica psicoterapeutica infantile, venne utilizzata anche con i genitori dei piccoli pazienti e se ne comprese, così, la potenzialità anche per gli adulti. La dimensione ludica si rivela, quindi, efficacissimo mezzo per aiutare ad esprimere ciò che spesso ci viene difficile verbalizzare.

“Spesso accade che le mani sappiano svelare un segreto intorno a cui l’intelletto si affanna inutilmente”.
(C. J. Jung)
EMDR (Eye Movement Desensitization and Re-processing)
L’EMDR è un approccio psicoterapeutico strutturato, basato sull’elaborazione adattiva dell’informazione.

Viene utilizzato per trattare ricordi traumatici o esperienze emotivamente disturbanti che non sono stati integrati in modo funzionale nei sistemi di memoria.

Si basa sulla stimolazione bilaterale (come movimenti oculari guidati, stimoli tattili o uditivi) mentre la persona si concentra su un ricordo disturbante.

Questo processo facilita l’elaborazione naturale dell’esperienza, riducendo l’intensità emotiva e permettendo di integrare il ricordo in modo più adattivo.

Per approfondimenti visita il sito internet dell'Associazione EMDR in Italia.
Supervisione clinica
La supervisione clinica è un processo strutturato di confronto professionale finalizzato a sostenere il lavoro dei clinici nella pratica psicoterapeutica.

Offre uno spazio di riflessione guidata in cui analizzare casi, dinamiche relazionali, scelte metodologiche e aspetti controtransferali, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’intervento e promuovere uno sviluppo professionale continuo.
Logopedia
ll logopedista è il professionista sanitario che svolge la propria attività nella prevenzione e nel trattamento riabilitativo dei disturbi del linguaggio, della comunicazione, delle funzioni orali e della deglutizione in età evolutiva, adulta e geriatrica.

Finalità dell’intervento logopedico è l’appropriatezza e qualità professionale nel perseguimento della tutela della salute della persona nella sua dimensione bio-psico-sociale.

Gli ambiti di intervento del logopedista sono rivolti: all’inquadramento, valutazione e bilancio complessivo; all’effettuazione di programmi di riabilitazione in risposta ai problemi comunicativi – cognitivi – linguistici generali e specifici delle funzioni orali comprendenti la deglutizione, della persona e della collettività. L’attività del logopedista è di natura tecnica, relazionale, abilitativa ed educativa, così come specificato dalle competenze previste dalla normativa vigente riguardante l’esercizio professionale;

In riferimento alla diagnosi ed alla prescrizione del medico il logopedista nell'ambito delle sue competenze elabora, preferibilmente all’interno di un’équipe multidisciplinare, il bilancio logopedico volto all'individuazione ed al superamento del bisogno di salute dell’utente.

Le principali aree d'intervento sono rivolte verso i Disturbi Specifici di Linguaggio (DSL) o i disturbi linguistici secondari a deficit di tipo neurologico e cognitivo, Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) della lettura, scrittura, calcolo con parallelo potenziamento del metodo di studio, disturbi della fluenza con particolare riguardo alla balbuzie, disturbi della voce, disturbi globali dello sviluppo in quadri sindromici genetici.
Terapia della Neuro e Psicomotricità
Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva si occupa «della terapia e della riabilitazione delle malattie neuropsichiatriche infantili» (D.M. n. 56 del 1997). La professione del TNPEE si caratterizza per la sua vocazione esclusivamente infantile: si rivolge infatti ai bambini, fin dalla nascita. La specificità consiste in un intervento globale, attento all’equilibrio della persona in crescita nella sua complessità e all’integrazione di funzioni e competenze. Il T.N.P.E.E. lavora in èquipe multiprofessionale e interagisce con Neuropsichiatri Infantili e altri medici specialisti (es. pediatri), Psicologi e Psicoterapeuti dell’età evolutiva, altri professionisti della riabilitazione (es: Fisioterapisti, Logopedisti, ecc), Assistenti sociali, Insegnanti ed Educatori.

La terapia neuropsicomotoria si pone come obiettivi la prevenzione, il mantenimento e l’abilitazione/riabilitazione delle funzioni percettive, motorie, psichiche, cognitive, comportamentali e relazionali dell’individuo in crescita, in rapporto con se stesso, con gli altri e con l’ambiente.

La terapia psicomotoria offre un setting privilegiato per i bambini il cui processo di sviluppo è inficiato dalle difficoltà elencate; ci si pongono obiettivi specifici, basati sulle reali necessità di ciascuno e sulle abilità.

L'intervento neuropsicomotorio copre una fascia d'età molto estesa che va dalla prima infanzia all'adolescenza, ma esprime la sua massima efficacia nell'età precoce 0-3 anni e nell'età pediatrica 4- 10 anni, laddove le abilità emergenti pur essendo riconducibili a specifici settori (motorio, linguistico...) non possono essere scisse dalle funzioni di attenzione, percezione, memoria, motivazione, regolazione affettiva promosse attraverso esperienze totali e globalizzanti caratteristiche dell'approccio neuropsicomotorio.

La finalità ultima è sempre quella di favorire uno sviluppo armonico della personalità del bambino, accompagnandolo nel suo processo di maturazione e sostenendolo nel superamento delle sue difficoltà.

Prevenzione, valutazione e trattamento di:

  • Goffaggine e ritardo psicomotorio
  • Iperattività o Instabilità Motoria
  • Difficoltà Motorio-Prassiche
  • Difficoltà Percettive
  • Difficoltà Relazionali
  • Difficoltà Comunicative e linguistiche
  • Difficoltà di Attenzione
  • Disturbi del Comportamento
  • Difficoltà nell'Apprendimento (dislessia, disortografia,discalculia e disgrafia)
  • Ritardi
  • Sindromi.
Training autogeno
Il Training Autogeno è una tecnica di rilassamento nata agli inizi del ‘900, grazie agli studi dello psichiatra tedesco Johannes H.Schultz. A partire dalle tecniche ipnotiche ed in particolare dalle ricerche sul sonno di Oskar Vogt, Schultz mise a punto una tecnica che, a differenza delle precedenti metodiche, attribuiva al soggetto-paziente un ruolo molto più attivo ed indipendente dal terapista nel raggiungimento dello stato di rilassamento.

Si tratta di una serie di esercizi di concentrazione che si focalizzano su diverse zone corporee, allo scopo di ottenere un generale stato di rilassamento sia a livello fisico che psichico. La caratteristica fondamentale di questo metodo è, appunto, la possibilità di ottenere, attraverso esercizi che potremmo considerare "mentali", delle modifiche corporee, che a loro volta sono in grado di influenzare la sfera psichica dell’individuo. La distensione corporea produce distensione psichica. Ció é possibile poiché l’organismo umano è un’unità biopsichica, mente e corpo sono strettamente correlate, in un rapporto di influenza reciproca e costante. Per raggiungere questo stato generale di calma psicofisica occorre, secondo Schultz, l’allenamento e la ripetizione costante degli esercizi di concentrazione che porta alla produzione sempre più spontanea delle modificazioni fisiologiche tipiche dello stato di rilassamento che si producono in modo automatico e spontaneo, come dei veri e propri riflessi (autogeno significa infatti che si genera da sé senza concorso della volontá). Ció avviene poiché l’allenamento autogeno è in grado di influenzare vari sistemi organici quali: la muscolatura, il sistema cardiovascolare e neurovegetativo, l’apparato respiratorio.

Questi vari sistemi si influenzano poi reciprocamente esaltando ancor di più lo stato di distensione, ma interagiscono anche con il Sistema Nervoso Centrale ed in particolare con una specifica struttura situata alla base del cervello, la Formazione Reticolare, che è in grado di controllare, a sua volta, molteplici funzioni dell’organismo (psichiche, ormonali, vegetative,ecc)... La generale distensione determina un aumento dell’ascolto delle proprie funzioni organiche, e dunque una maggiore introspezione, e favorisce la gestione di: stati d’ansia, stati psicosomatici, alterazioni del sonno (soprattutto insonnia), gastriti, tachicardia e bradicardia, ipertensione essenziale, cefalea, asma e dismenorrea, tabagismo, preparazione al parto, miglioramento delle prestazioni fisiche (sport), professionali e mentali, oltre che per il recupero delle energie fisiche e psichiche.

Un'altra funzione del TA riguarda l’attenzione della percezione del dolore. La sensazione dolorifica e' caratterizzata dall’alterazione di alcuni apparati: il battito cardiaco e la frequenza respiratoria aumentano, si produce tensione muscolare, ecc. Il TA, come più volte detto, normalizza e distende proprio quegli apparati, pertanto, pur non cancellando la fonte di dolore, aiuta il soggetto a percepirlo meno intenso. Inoltre, a questa componente sensoriale del dolore, si accompagna anche una componente affettiva; soprattutto paura e ansia sono, infatti, in grado di intensificare la percezione dolorifica.

Prima di cominciare un ciclo di T Autogeno occorre effettuare un incontro con il terapista per valutare il quadro completo della persona. Al termine del ciclo del T Autogeno il soggetto sarà in grado di praticare l'allenamento autonomamente.