{"id":482,"date":"2018-09-27T20:00:48","date_gmt":"2018-09-27T20:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arpea.it\/website\/?p=482"},"modified":"2026-04-07T08:58:21","modified_gmt":"2026-04-07T08:58:21","slug":"genitori-della-generazione-online","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arpea.it\/website\/genitori-della-generazione-online\/","title":{"rendered":"Genitori della generazione online"},"content":{"rendered":"<p>Istruzioni per l\u2019uso.<!--more--><\/p>\n<p>Chi sono i \u201cnativi digitali\u201d e perch\u00e9 dovrebbero interessarci? Grandi o piccoli, siamo tutti immersi nella connessione continua e farne a meno sarebbe impensabile per qualcuno, ma siamo davvero preparati a gestire il surriscaldamento tecnologico globale? Dovremmo, perch\u00e9 l\u2019interattivit\u00e0 digitale \u00e8 la nostra quotidianit\u00e0 e la famiglia e la scuola sono le prime a doversi adeguare, pena l\u2019esclusione. Ma che ne \u00e8 della comunicazione e della qualit\u00e0 delle relazioni \u201coffline\u201d?<br \/>\nCon il termine \u201cnativi digitali\u201d<sup>1<\/sup> ci si riferisce alla nuova generazione di coloro che sono nati e cresciuti con le nuove tecnologie e che \u201cparlano\u201d il linguaggio digitale dei computer, di Internet e dei videogames (per dare un dato italiano, secondo i dati del Programma Generazioni Connesse, il 38% del campione intervistato comincia ad usare internet regolarmente tra i 9 e gli 11 anni). A questa si affiancano gli \u201cimmigrati digitali\u201d, approdati dopo a questo tipo di linguaggio (con et\u00e0 compresa tra i 30 e i 55 anni) e i \u201ctardivi digitali\u201d (dai 55 agli 80 anni), che comprendono la maggior parte dei genitori di oggi e dei docenti e che, a volte, trovano difficolt\u00e0 a comprendere il modo di fare, pensare e apprendere dei \u201cnativi digitali\u201d. Ad oggi si parla anche di generazione \u201calways on\u201d (sempre connessa, dall\u2019inglese) o \u201cNet Generation\u201d e in questo articolo l\u2019obiettivo \u00e8 proprio quello di riflettere brevemente sull\u2019impatto familiare e sociale di questo \u201cdivario digitale\u201d tra generazioni.<\/p>\n<p>I nativi digitali, pi\u00f9 delle altre generazioni, vedono il mondo virtuale come un\u2019estensione del mondo reale e imparano sempre pi\u00f9 spesso attraverso l\u2019interattivit\u00e0 digitale. Immigrati e tardivi digitali, invece, non sempre utilizzano o riconoscono gli strumenti della Rete allo stesso modo. E\u2019 chiaro che a entrare in crisi \u00e8 il sistema familiare, cos\u00ec come quello scolastico, e da una crisi non si esce mai inalterati&#8230; L\u2019unica cosa certa \u00e8 il cambiamento e, d\u2019altronde, ognuno di noi \u00e8 stato nativo di qualcosa e ha imparato a conviverci.<br \/>\nI genitori di oggi devono imparare a riconoscere il gap generazionale (il divario, dall\u2019inglese) che esiste tra loro e i figli se non vogliono esser tagliati fuori da quello che i nativi digitali fanno e sono nel \u201cmondo virtuale\u201d. Alcune realt\u00e0 virtuali, infatti, sono in grado di inglobare e spesso sovrastare lo scorrere della vita reale. I dati riportati dal progetto italiano \u201c<a href=\"http:\/\/www.generazioniconnesse.it\/index.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Generazioni Connesse<\/a>\u201d (2015), sull\u2019uso delle piattaforme internet, svelano un uso massiccio dei suoi vari strumenti gi\u00e0 dalle prime fasce d\u2019et\u00e0 e uno scarso controllo da parte degli adulti (nessuno controllo sulle modalit\u00e0 di utilizzo per il 56% degli adolescenti e il 33% dei bambini). La strategia dell\u2019adulto rispetto a questo dato dovrebbe esser l\u2019educazione e l\u2019accompagnamento nell\u2019esplorazione, perlomeno da una certa et\u00e0 in poi.<\/p>\n<p>La docente del MIT (Massachusetts Institute of Technology) Sherry Turkle<sup>2<\/sup>, psicologa clinica esperta in queste tematiche, afferma che \u201cinternet ci fornisce nuovi spazi dove agire, se in modo imperfetto non importa. Cos\u00ec adulti e adolescenti usano la rete per esplorare la loro identit\u00e0\u201d e, a volte, la distinzione tra reale e non reale diventa effimera, considerando che tutto ci\u00f2 che attiene alla sfera emotiva e sociale del privato assume caratteristiche di realt\u00e0 per quella persona. Il fatto che questa esplorazione avvenga fuori da un contesto reale di interazioni non la rende meno significativa e per dare un\u2019idea di questo basta citare l\u2019esempio dei tanti casi di cyber bullismo e delle conseguenze emotive per i ragazzi coinvolti come vittime o bulli. L\u2019Italia \u00e8 tra i Paesi che pi\u00f9 utilizza smartphone, tablet\/pc di vario tipo ed \u00e8 facile rendersi conto che il tempo online riduce le interazioni nel mondo \u201cfisicamente reale\u201d. Se si passa il limite e questo mondo parallelo diventa il privilegiato luogo di espressione e incontro, allora il pericolo \u00e8 reale e i danni riguardano soprattutto la costruzione di un senso d\u2019identit\u00e0 coeso e la giusta barriera tra privato e pubblico. Secondo la letteratura di settore<sup>3 4 5<\/sup>, l\u2019identit\u00e0 personale emerge dal senso di continuit\u00e0 e coerenza tra le diverse esperienze di s\u00e9 e dovrebbe implicare una \u201cresponsabilizzazione\u201d verso i periodi critici di cambiamento.<\/p>\n<p>Detto in altri termini, possiamo considerare l\u2019identit\u00e0 di ognuno di noi come l\u2019insieme delle varie caratteristiche che ci definiscono e che per loro natura sono mutevoli almeno in parte. Internet per la sua fluidit\u00e0 sembra il posto ideale dove poter sperimentare differenti versioni di se stessi, ma esporsi a questa possibilit\u00e0 senza un contenimento familiare emotivo e una rete amicale mina la costruzione di un senso d\u2019identit\u00e0 sufficientemente solido e aumenta nei bambini e negli adolescenti il rischio di non sapere gestire i pericoli della Rete (grooming, pedopornografia, dipendenza, gioco d\u2019azzardo, videogiochi, contenuti inadatti per l\u2019et\u00e0). La situazione si complica se consideriamo che tutti noi includiamo la tecnologia nella nostra vita e che la velocit\u00e0 \u00e8 diventata una filosofia. Grandi e piccoli sono sempre pi\u00f9 connessi e le famiglie italiane di oggi si ritrovano a fare i conti con sempre pi\u00f9 impegni, scadenze e doppi lavori. Dov\u2019\u00e8 finito il tempo per \u201cstare\u201d con noi e con gli altri? In questa cornice bambini e ragazzi son lasciati pi\u00f9 da soli e riempiono il vuoto temporale ed emotivo nel modo pi\u00f9 semplice, ossia facendo quello che fanno tutti gli altri, connettersi. Connettersi, per\u00f2, non \u00e8 comunicare. A risentirne \u00e8 il loro equilibrio emotivo nonch\u00e9 la loro capacit\u00e0 di riflettere e di tollerare le frustrazioni, dato che la tendenza all\u2019agito (esprimere sentimenti e pensieri attraverso l\u2019azione, piuttosto che col linguaggio) non viene sempre gestita in modo adeguato.<\/p>\n<p>La prevenzione ovviamente sarebbe la strategia migliore, ma, come sottolinea l\u2019Associazione ARPEA, l\u2019intervento dell\u2019adulto \u00e8 spesso richiesto quando i ragazzi son gi\u00e0 molto esposti e introdotti al mondo della Rete. In questa parte di mondo \u00e8 difficile pensare a una regressione nello sviluppo digitale, soprattutto per i benefici che ci d\u00e0, di conseguenza l\u2019unica strategia vincente \u00e8 la conoscenza: una maggiore consapevolezza ed informazione permettono al genitore, o a chi per lui, di \u201callacciarsi\u201d pi\u00f9 facilmente al problema, cos\u00ec come ai ragazzi di contare su varie fonti di aiuto e sostegno. E\u2019 responsabilit\u00e0 dell\u2019adulto fornire ai nativi digitali gli strumenti per una navigazione il pi\u00f9 sicura possibile. La rete esiste da pi\u00f9 di vent\u2019anni e questo ci porta a credere che sia matura o i suoi effetti conosciuti, ma non \u00e8 cos\u00ec. La verit\u00e0 \u00e8 che non sappiamo come saranno gli adulti che oggi sono i ragazzi dell\u2019iperconnessione digitale. Ci\u00f2 che \u00e8 possibile fare riguarda il presente ed i possibili segnali che \u00e8 importante riconoscere: se si presenta un progressivo distacco dalle normali attivit\u00e0 quotidiane, o da quelle considerate interessanti fino a quel momento, allora \u00e8 giusto considerarlo un campanello d\u2019allarme.<\/p>\n<p>La generazione dei trentenni di oggi (di cui fa parte chi scrive) si trova a cavallo tra le due generazioni suddette e vive nel presente tutti i risvolti positivi di un futuro che si prevede essere ancora pi\u00f9 online e \u201cdi connessione\u201d, ma una riflessione critica \u00e8 necessaria ad ogni et\u00e0. Il mondo sar\u00e0 ancor di pi\u00f9 alla nostra portata (e alla portata di un click) e tutto sembrer\u00e0 sempre meno lontano, ma cosa succeder\u00e0 a tutto quello che \u00e8 \u201crealmente vicino\u201d e ha bisogno di noi? Il rischio che si corre \u00e8 quello di preferire la realt\u00e0 simulata a quella fisica. Ad esempio, se inizialmente passare del tempo connessi alla rete pu\u00f2 sembrare un modo per restare in contatto con persone lontane, in seguito questa modalit\u00e0 pu\u00f2 diventare il canale preferenziale per istaurare e mantenere ogni tipo di rapporto. Alcune persone sono talmente esaltate dalla rappresentazione di se stessi nella vita online da provare un senso di insoddisfazione per le loro vite. A questo punto l\u2019istruzione da ricordare come un promemoria \u00e8 questa: accettare i limiti della tecnologia e amare noi stessi al punto tale da ammettere gli effetti che essa ha su di noi.<\/p>\n<p>A cura di <strong>Giulia Ulivi<\/strong><\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ol>\n<li>Prensky, M. (2001). Digital natives, digital immigrants part 1. On the horizon,9(5), 1-6.<\/li>\n<li>Turkle, S. (2011). Alone together: Why we expect more from technology and less from ourselves.<\/li>\n<li>Erikson E. H. (1968) Identity youth and crisis, Norton &amp; Co, New York (trad. It. Giovent\u00f9 e crisi di identit\u00e0, Armando, Roma, 1974)<\/li>\n<li>Marcia J. E. (1980) Identity in adolescence. In: A. Adelson (ed.) Handbook of adolescent psychology, John Wiley &amp; Sons, New York, pp. 159-187<\/li>\n<li>Berzonsky M. D. (2004) Identity processing style, self construction, and personal epistemic assumptions: a socialcognitive perspective.<br \/>\nIn: European Journal of Developmental Psychology, 1, pp. 303-315<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Sitografia<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/primopiano\/cronaca\/willy_monteiro_colleferro_come_e_morto_veramente_ordinanza_gip_giudice_oggi_9_settembre_2020-5452579.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Link del progetto \u201cGenerazioni connesse\u201d, cofinanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal MIUR in Italia, per consigli utili ai genitori e ai giovani:<br \/>\n<\/a><a href=\"http:\/\/www.generazioniconnesse.it\/index.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.generazioniconnesse.it\/index.php<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/primopiano\/cronaca\/willy_monteiro_colleferro_come_e_morto_veramente_ordinanza_gip_giudice_oggi_9_settembre_2020-5452579.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Per una lettura critica del tema in versione Docuserie Tv (Black Mirror) vedi:<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.psicoterapiacomparata.it\/images\/quaderni\/02\/qpc_numerodue.pdf\">http:\/\/www.psicoterapiacomparata.it\/images\/quaderni\/02\/qpc_numerodue.pdf<\/a><a href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/primopiano\/cronaca\/willy_monteiro_colleferro_come_e_morto_veramente_ordinanza_gip_giudice_oggi_9_settembre_2020-5452579.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> (pag. 165)<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Istruzioni per l\u2019uso.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":483,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-482","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - 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