{"id":473,"date":"2016-02-16T09:30:41","date_gmt":"2016-02-16T09:30:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arpea.it\/website\/?p=473"},"modified":"2026-04-07T08:42:01","modified_gmt":"2026-04-07T08:42:01","slug":"la-legge-di-riforma-della-buona-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arpea.it\/website\/la-legge-di-riforma-della-buona-scuola\/","title":{"rendered":"La legge di riforma della \u201cBuona scuola\u201d"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;educazione alla sessualit\u00e0 nelle scuole.<!--more--><\/p>\n<p>Le definizioni fanno la sintesi ma anche tanta confusione.<\/p>\n<p>Come tutti sanno, a settembre 2014 \u00e8 stata presentata la legge di riforma della Buona Scuola (<a href=\"https:\/\/labuonascuola.gov.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/labuonascuola.gov.it\/<\/a>), che, tra scontenti e rivoluzioni, ha fatto molto parlare di s\u00e9. Il presente articolo vuol fare chiarezza sulle proposte che riguardano l&#8217;educazione socio-affettiva per il programma scolastico. Con esplicito riferimento alla Convenzione di Istanbul del 2011, gi\u00e0 diventata Legge 93 nel nostro Paese, le proposte riguardano un&#8217;educazione alla parit\u00e0 tra i sessi e lotta agli stereotipi, insieme a una progetto trasversale di educazione alla sessualit\u00e0. Della cosiddetta \u201ctematica gender\u201d (da genere in inglese) ci occuperemo nel prossimo articolo, focalizzandoci qui sull&#8217;educazione sessuale che gi\u00e0 dovrebbe far parte dei programmi scolastici.<\/p>\n<p>La proposta per le scuole italiane segue, infatti, le direttive dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) (<a href=\"http:\/\/www.fissonline.it\/pdf\/STANDARDOMS.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.fissonline.it\/pdf\/STANDARDOMS.pdf<\/a>), che da anni sostiene l\u2019importanza di un\u2019educazione sessuale formale e ben organizzata. Il documento riportato tratta il tema dello sviluppo sessuale del bambino, inteso in modo diverso da quello dell\u2019adulto, e riporta delle Tabelle di riferimento suddivise per fasce di et\u00e0 (0-4 anni, 4-6 anni, 6-9 anni, 9-12 anni, 12-15 anni e dai 15 anni in su) con i temi e le situazioni che ogni bimbo\/a o ragazzo\/a dovrebbe essere in grado di affrontare per poter crescere in modo gratificante, positivo e sano per quanto attiene alla sessualit\u00e0 e corporeit\u00e0. L&#8217;idea sarebbe quella di diffondere una modalit\u00e0 attiva di insegnamento e informazione che non riguardi solo i pericoli dell\u2019attivit\u00e0 sessuale, ma includa attivit\u00e0 riguardanti il corpo e lo sviluppo, l&#8217;igiene e il benessere, le emozioni, gli affetti e l&#8217;intimit\u00e0. Gli operatori, infatti, tendono a focalizzarsi sui problemi (ad esempio le gravidanze indesiderate e le infezioni sessualmente trasmesse) e sui modi di evitarli. Ci\u00f2 suscita facilmente la critica che essi abbiano un approccio prevalentemente negativo, ovvero \u201corientato alle conseguenze\u201d, a discapito di un messaggio positivo e costruttivo. L\u2019attenzione principalmente rivolta a problemi e pericoli non sempre va d\u2019accordo con le curiosit\u00e0, gli interessi, i bisogni e le esperienze di vita dei giovani e quindi pu\u00f2 succedere che non ottenga l\u2019impatto auspicato sui loro comportamenti. Sarebbe necessario un approccio pi\u00f9 positivo, non solo pi\u00f9 efficace ma anche pi\u00f9 realistico, che possa corrispondere alle esigenze delle diverse fasce di et\u00e0 e contesti scolastici.<\/p>\n<p>Quando le domande del bambino trovano una risposta adeguata alla sua et\u00e0 si sviluppa pure un atteggiamento positivo verso il proprio corpo e competenze comunicative pi\u00f9 appropriate (ad esempio, imparare a chiamare con il nome corretto le parti del corpo). Allo stesso tempo si insegna al bambino che esistono confini personali e norme sociali da rispettare (ad es. non si pu\u00f2 toccare chiunque si desideri e si pu\u00f2 dire di no e chiedere aiuto). Sotto questo aspetto l\u2019educazione sessuale \u00e8 anche educazione alla vita sociale e contribuisce a prevenire l\u2019abuso sessuale.<\/p>\n<p>Ma facciamo un passo indietro e torniamo alle definizioni per evitare ambiguit\u00e0 e confusioni, almeno in partenza. La \u201csessualit\u00e0\u201d \u00e8 definita dall\u2019OMS come un parte naturale dello sviluppo umano, che include aspetti fisici, psicologici e relazionali. Una definizione pi\u00f9 estensiva recita: \u201cLa sessualit\u00e0 \u00e8 un aspetto centrale dell\u2019essere umano lungo tutto l\u2019arco della vita e comprende il sesso, le identit\u00e0 e i ruoli di genere, l\u2019orientamento sessuale, l\u2019erotismo, il piacere, l\u2019intimit\u00e0 e la riproduzione. Essa viene sperimentata ed espressa in pensieri, fantasie, desideri, convinzioni, atteggiamenti, valori, comportamenti, pratiche, ruoli e relazioni\u201d. Sebbene la sessualit\u00e0 possa includere tutte queste dimensioni, non tutte sono sempre esperite, perch\u00e9 la loro espressione \u00e8 modulata da fattori sociali, etici, politici, religiosi e spirituali. Queste definizioni ci fanno capire bene come la sessualit\u00e0 sia un aspetto importante della vita, non limitato ad alcune fasce di et\u00e0, e come essa sia connessa al genere (complesso di regole sottese ai ruoli e ai rapporti tra uomini e donne) e all\u2019orientamento sessuale, ma non sia limitata al sesso o alla riproduzione. Come adulti dovremmo essere i primi a riconoscere, se non altro per l\u2019esperienza e \u201cil senno di poi\u201d, che l\u2019attivit\u00e0 sessuale \u00e8 solo l\u2019apice di una serie di vissuti riguardanti il conoscersi e il piacersi e che dubbi e interrogativi sono frequenti e normali fin dalla tenera et\u00e0.<\/p>\n<p>Come adulti, genitori e non, dovremmo chiederci quale messaggio \u00e8 giusto mandare ai bambini e agli adolescenti, soprattutto in un societ\u00e0 come la nostra dove di velato e implicito \u00e8 rimasto veramente poco. Il fatto che l\u2019argomento sia scomodo, e che il dubbio che \u201cparlare sempre di tutto sar\u00e0 giusto?\u201d sia lecito, non pu\u00f2 esimerci dall\u2019occuparci della questione. I bambini non aspettano il momento giusto, si nutrono del mondo, soprattutto quando escono dal \u201cnido\u201d familiare per entrare nei primi contesti scolastici e istituzionali.<\/p>\n<p>Tornando alla proposta, per\u00f2, i fatti vogliono che la ministra Giannini abbia vanificato l&#8217;obbligatoriet\u00e0 di queste ore relegandole ad \u201cattivit\u00e0 extracurricolari\u201d facoltative. La sessualit\u00e0 resta, quindi, un taboo. Niente di nuovo sotto il sole, ma la relazione educativa non pu\u00f2 prescindere dal \u201cfattore umano\u201d. Gli insegnanti, di conseguenza, non dovrebbero lasciarsi scappare il messaggio di queste manovre ed utilizzare tutto lo spazio e gli strumenti disponibili per approfondire (insieme agli esperti esterni) queste tematiche soprattutto con gli adolescenti.<br \/>\nPer i pi\u00f9 piccoli sarebbe comunque giusto dare una formazione base agli insegnanti in modo da renderli pi\u00f9 preparati e \u201caccoglienti\u201d verso le tante curiosit\u00e0 tipiche di quel particolare momento evolutivo. Accogliere il loro vissuto interiore e prestare attenzione alle dinamiche delle relazioni che si instaurano tra i bambini \u00e8 il modo pi\u00f9 empatico per favorire una costruzione adattiva dell&#8217;identit\u00e0 di ognuno di loro.<\/p>\n<p>Le passate generazioni, solitamente, si sono adeguate a un \u201ccodice implicito\u201d di regole, sentenze e maniere dettate dalla cultura, dalla famiglia o da codici etici, ma il nostro contesto di vita \u00e8 totalmente diverso e un modello unico di risposta non soddisfa pi\u00f9 nessuno. Per i bambini di oggi entrare in contatto col \u201cdiverso\u201d \u00e8 molto pi\u00f9 probabile e semplice di una volta e l&#8217;atto di relazionarsi, cos\u00ec come il conoscersi, passa attraverso abitudini e limiti sempre in evoluzione. L\u2019educazione familiare non \u00e8 sufficiente nella societ\u00e0 moderna perch\u00e9, senza volerne ridurre l\u2019importanza, le fonti informali possono trovarsi a mancare delle conoscenze necessarie. Inoltre, anche i pi\u00f9 giovani sono esposti a una miriade di informazioni e immagini di vario tipo, che non sempre riescono a chiarire tramite i genitori, soprattutto nell\u2019immediatezza delle ore di scuola o nei contesti di gioco. Tutte \u201cle persone che nutrono la quotidianit\u00e0\u201d dei nostri figli giocano un ruolo attivo nel processo di sviluppo durante le varie fasi di vita. Integrare la sessualit\u00e0 con gli altri aspetti della personalit\u00e0, quali lo sviluppo dell\u2019autostima, le competenze inerenti le relazioni e la costruzione dei legami, \u00e8 un importante compito di sviluppo per i giovani e passa attraverso i sentimenti di protezione e fiducia in famiglia per poi spostarsi sull\u2019esplorazione di se stessi e degli altri. Queste esperienze non sono di natura sessuale in senso stretto, ma sono basilari per lo sviluppo del carattere e di molti aspetti della sfera relazionale della sessualit\u00e0. E\u2019 cos\u00ec che i bambini capiscono cosa piace loro e cosa no e quali sono le regole di comportamento nelle situazioni sociali.<\/p>\n<p>Queste conquiste sono preziose e il bisogno di una maggiore attenzione alla trasformazione sociale che stiamo vivendo \u00e8 impellente. La scuola non pu\u00f2 chiamarsi fuori dato che ha l&#8217;obiettivo arduo di educare (\u201ccondurre fuori, migliorare con l&#8217;insegnamento\u201d). Educare a questi argomenti non significa sostituirsi ai genitori, ma \u201ccondurre insieme\u201d una palestra di vita, dove ogni argomento potr\u00e0 essere discusso e ridiscusso, plasmato e affrontato nelle modalit\u00e0 ritenute pi\u00f9 idonee permettendo a entrambi le parti di crescere insieme. Non \u00e8 banale ricordare che non si smette mai di imparare. In quest&#8217;ottica anche gli adulti possono fermarsi un attimo e riflettere per primi su quale tipo di istruzione relazionale stanno impartendo e vivendo in famiglia.<\/p>\n<p>A cura di <strong>Giulia Ulivi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;educazione alla sessualit\u00e0 nelle scuole.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":474,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-473","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La legge di riforma della \u201cBuona scuola\u201d - ARPEA<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.arpea.it\/website\/la-legge-di-riforma-della-buona-scuola\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La legge di riforma della \u201cBuona scuola\u201d - 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